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In che modo quindi il virus si può diffondere da una persona all'altra?
Il contagio si verifica solo nel caso in cui il virus entri direttamente nella circolazione sanguigna; perchè ciò avvenga, i liquidi biologici infettanti devono penetrare nell'organismo attraverso una ferita, un abrasione o un'infiammazione cutanea della persona ricevente. È opportuno precisare che la pelle integra è una garanzia di protezione.
Sostanzialmente, questo avviene attraverso tre vie:
- i rapporti sessuali (via sessuale)
- lo scambio di sangue (via ematica)
- da madre a figlio durante la gestazione e il parto (via verticale o transplacentare).
Durante un rapporto sessuale, il virus passa da un individuo all'altro quando lo sperma o le secrezioni vaginali infette entrano in contatto con una lacerazione, un'abrasione, un tessuto infiammato dell'individuo ricevente.
Il rischio di contagio è presente quindi nei rapporti sessuali vaginali, anali e orogenitali, indipendentemente dalla natura dei rapporti tra i partner, etero/omosessuali.
Per quanto concerne la via ematica, il rischio statisticamente rilevante è quello che riguarda lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti. Meno rilevante è l'evento accidentale (incidente automobilistico, collutazione, etc). Tra le possibili cause di contagio bisogna anche considerare quelle che avvengono in ambito sanitario (operazioni chirurgiche, interventi odontoiatrici, trasfusioni, tattoing, piercing, etc). Per le trasfusioni il rischio è ormai nullo nei paesi occidentali, mentre per tutte le altre cause esiste tuttora un rischio teorico.
Infine la via verticale, da madre a figlio: nel passato il contagio si verificava circa nel 25% dei casi; ora, con le terapie, una serie di attenzioni durante il parto e l'allattamento artificiale del bimbo, la probabilità che il nascituro si contagi è nell'ordine dell'1-3%. È importante osservare che un bimbo nato da madre sieropositiva è sempre sieropositivo alla nascita poiché possiede gli anticorpi che la madre gli ha ceduto insieme al suo patrimonio immunologico. Se il nascituro non ha il virus, dopo un certo periodo di tempo (12 - 14 mesi) gli anticorpi decadono e scompaiono: in questi casi si suole dire che il bimbo si è "sieronegativizzato". Se invece il neonato è stato infettato dal virus, allora il livello degli anticorpi rimane alto, dato che tali anticorpi vengono continuamente generati dall'organismo del bimbo stesso.
Liquidi biologici interessati da virus dell'HIV
Il virus HIV è presente in tutti i liquidi dell'organismo. Però solo alcuni di questi sono potenzialmente infettanti. I liquidi biologici che possono provocare trasmettere il virus sono: il sangue, le secrezioni vaginali e lo sperma. Negli altri liquidi il virus è comunque presente ma con un concentrazione e con una carica aggressiva tali da non provocare il contagio e questo è scientificamente provato; in altre parole la saliva, le lacrime, l'urina e il sudore non sono in grado di provocare il contagio.
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